Convertire i mestieri tradizionali in green jobs
I green jobs - occupazioni nel settore dello sviluppo sostenibile - potrebbero essere una risposta per contenere l’esaurimento delle risorse naturali e la crisi dell’occupazione, che ha già fatto volatilizzare 40 milioni di posti di lavoro a livello internazionale.
Questa l’opinione di Enrico Tezza, dell’International Labour Organization dell’ONU che ha analizzato le potenzialità e le connessioni tra lavoro e sfide ambientali nel corso del workshop “Human Space Management” organizzato dal Cluster Edilizia del TIS innovation park. Oltre alle dimensioni ambientale ed economica, nel corso del workshop si è affrontata anche la dimensione sociale del mondo del lavoro con una relazione del gruppo Loccioni.
Convertire i mestieri tradizionali del settore edile che sfruttano le risorse naturali indiscriminatamente in mestieri legati all’ambiente - i cosiddetti green jobs: questa è una delle proposte pratiche che l’International Labour Organization (ILO) delle Nazioni Unite ha prospettato per attuare una conversione della società, dell’economia e del lavoro in senso sostenibile, ovvero senza compromettere le possibilità delle generazioni future. «È fondamentale riuscire a mantenere al tempo stesso l’attuale livello di partecipazione democratica al lavoro e al benessere che può garantire la stabilità sociale» ha spiegato Enrico Tezza. Nell’ottica dell’ILO, per esempio, un impiantista elettrico potrebbe specializzarsi nell’installazione di impianti fotovoltaici. Così, oltre a limitare i danni all’ambiente, il lavoratore diventa competitivo, specializzandosi in una nicchia di mercato.
Nel concetto di sviluppo sostenibile non rientrano solo le dimensioni ambientale ed economica, bensì anche quella sociale. Per integrarle efficacemente è fondamentale migliorare la gestione degli spazi lavorativi e le dinamiche relazionali tra colleghi. Un esempio in questo senso è l’esperienza della ditta Loccioni, ospite del workshop e leader mondiale nei test e nelle misurazioni per il settore dell’alta tecnologia: «Alla Loccioni vogliamo che i dipendenti acquisiscano non solo responsabilità, ma che ottengano anche soddisfazione da ciò che fanno», ha spiegato Paolo Moscatelli del gruppo Loccioni. Moscatelli ha raccontato in particolare l’esperienza della Loccioni e la creazione della Play Factory: uno spazio all’interno dell’azienda nel quale attraverso il gioco i dipendenti interagiscono favorendo la dinamicità fondamentale per l'innovazione. In questo spazio, attraverso raccolte e concorsi di idee, eventi e giochi di gruppo, si stimola il team building e la creatività dei collaboratori. L’azienda anconetana è stata premiata per 6 anni consecutivi come “BestWorkplaces” in Italia.
«Una visione sostenibile degli spazi lavorativi che implica la motivazione delle risorse umane e la stimolazione della creatività e della comunicazione tra i collaboratori: questo è il concetto di “Human Space Management” promosso dal Cluster Edilizia. Un concetto che sta diventando sempre più una necessità fondamentale per la quotidianità dei lavoratori così come per l’efficienza delle imprese. Per questo stiamo organizzando un corso sullo Human Space Management in lingua tedesca in dodici moduli che inizierà il 23 maggio 2009.» conclude Gabriele Paglialonga, Manager del Cluster Edilizia del TIS alla conclusione dell’evento.

