Best Practice: operatori ortofrutticoli dell’Alto Adige in visita alla cooperativa Sant’Orsola
Il 3 giugno 2008 un gruppo di operatori ortofrutticoli dell’Alto Adige ha fatto visita alla cooperativa Sant’Orsola di Pergine Valsugana. L’appuntamento rientrava in una serie di incontri (“Impariamo dai migliori”) che il Centro servizi per l’imprenditoria della Provincia di Bolzano (TIS- Innovation Park) ha programmato per illustrare a gruppi di giovani imprenditori alcune realtà di successo nel panorama produttivo italiano.
La novità dell’iniziativa consiste nel metterli a contatto diretto con le imprese scelte come campione.
La visita ha occupato l’intera giornata. I giovani, accompagnati da Manuela Pecoraro, coordinatrice del progetto, hanno dapprima appreso dal direttore generale, Michele Scrinzi e da Sara Bellini, responsabile marketing e comunicazione, una panoramica in divenire (storia, attualità, prospettive) della cooperativa. Essa è nata nei primi anni ’70, è stata riconosciuta come organizzazione di produttori nel 1996 ed è indicata universalmente come azienda leader in Italia nel settore fragole estive e piccoli frutti.
Avendo assistito alle varie fasi dell’incontro improntato a vicendevole franchezza e trasparenza, riferiamo per tratti essenziali i discorsi fatti e le impressioni o testimonianze raccolte.
La base sociale della cooperativa costituita da 1266 soci produttori può essere suddivisa per classi di grandezza in tre tipologie: aziende piccolissime a part-time (700), aziende piccole specializzate (500), aziende professionali (100). I numeri sono approssimati, ma rispecchiano i rapporti. La composizione eterogenea della base sociale, se da un lato vivacizza i rapporti interni, dall’altro fa nascere non pochi nè semplici problemi di gestione e convivenza. I tre tipi di azienda citati hanno infatti esigenze e obiettivi diversi. Non sono mancate negli anni le defezioni. Nel 2007 se ne sono andati 10 grossi produttori che hanno dato vita alla Società Aurora frutti, ma soprattutto ha fatto mancare a Sant’Orsola un quantitativo di prodotti pari al 15% del totale conferito.
Il consuntivo dell’ultima stagione produttiva e di conferimento espresso in tonnellate comprende: fragola (2.856,00), mirtillo gigante (683,01), lampone (630,96), mora (522,30), ribes rosso (338,25), ribes bianco (47,86), ciliegia (845,98). Nello stesso anno la produzione commercializzata è stata pari a 8.221 tonnellate. La differenza fra produzione conferita e produzione commercializzata è rappresentata da merce acquistata da aziende di comprovata fiducia che operano in Italia (Verona, Calabria) o all’estero (Spagna, Cile, Argentina, Brasile). Il ricorso a fonti produttive esterne si è reso necessario per fornire la clientela anche nei mesi invernali quando vengono a mancare i prodotti locali. Ricorrente, durante l’intera giornata, é stato il riferimento all’alta qualità del prodotto.
Le aziende dei soci di Sant’Orsola sono dislocate ad altitudini comprese fra i 250 ed i 1.000 metri. Nel corso degli anni la dirigenza, validamente sostenuta da un efficiente Servizio di assistenza tecnica, propria e pubblica (Istituto agrario di S. Michele all’Adige), è riuscita a realizzare un vero e proprio progetto di zonazione: le specie o varietà commercialmente ritenute più adatte (poche) sono state collocate nei siti adatti. Vocazionalità ambientale, naturalità della produzione, aspetti salutistici solidamente validati dalle ricerche in corso o già concluse da parte dl Centro sperimentale di S. Michele, sono punti di riferimento per l’attività di comunicazione rivolta ai responsabili commerciali ed ai consumatori.
La base operativa dell’attività di promozione e comunicazione è rappresentata da un attrezzatissimo centro visitatori. Quelli che vogliono toccare con mano gli impianti o campi di produzione di fragole, piccoli frutti e ciliege possono scegliere tra 12 aziende collegate in rete che sono disposte ad accogliere gruppi di persone accompagnati da personale della cooperativa. Ha dato prova di ottima disponibilità all’accoglienza e di grande perizia agronomica Gustavo Pecoraro, titolare dell’azienda-agritur “Maso Tezza” di Telve Valsugana visitato nel pomeriggio dalla comitiva.
La giornata si è conclusa con una visita attenta ai vari reparti della struttura consortile recentemente ampliata e dotata di macchine e attrezzature di avanguardia. Gli operatori altoatesini hanno manifestato grande interesse verso due aspetti dell’attività: il metodo di campionamento dei prodotti conferiti e la perfetta funzionalità della linea del freddo che assicura la massima freschezza dei prodotti dalla consegna al caricamento sul mezzo di trasporto. Il controllo continua anche in fase di commercializzazione per assicurare una efficace esposizione dei prodotti nei punti vendita, ma anche della freschezza per un periodo il più lungo possibile.
Trento, 19 giugno 2008
Sergio Ferrari

