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Capire e rispettare le culture

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La terza e ultima serata del blocco autunnale di “L‘impresa che cambia” dell’Accademia Europea di Bolzano (EURAC), del TIS innovation park e dell’Alto Adige Marketing (SMG) si è svolta all’insegna del motto: “Cambio culturale – il signor Wang, la signora Singh e Mario Rossi”. L’evento ha avuto luogo il 6 dicembre all’EURAC. I relatori erano Johannes Schmidt, amministratore delegato della Siemens Financial Services di Erlangen, Baviera, e Roland Gruber, amministratore delegato dell’azienda Prokoss di Ora. Ha moderato Verena Gruber, giornalista del canale televisivo ORF.

Capire e rispettare le culture

Christoph Engl, Verena Gruber, Roland Gruber, Johannes Schmidt e Harald Pechlaner.

La società “Siemens Financial Services srl” è il ramo finanziario della Siemens. In quanto fornitori di soluzioni finanziarie per clienti business-to-business e grazie ad una rete internazionale di società finanziarie, Siemens Financial Services lavora sia per la Siemens che per altre aziende. Siemens Financial Services è attiva in oltre 22 Paesi in tutto il mondo e occupa oltre 2000 collaboratori. «Le culture non si possono cambiare, ma si possono cercare di capire al meglio e rispettare» ha affermato Johannes Schmidt. «Le differenze culturali, per esempio nell’approccio ai problemi, si riscontrano in persone che provengono da Paesi diversi. Infatti ho notato che gli americani preferiscono improvvisare mentre i cinesi analizzano». D’altra parte, però, si riscontrano differenti processi per le soluzioni di problemi anche tra diverse formazioni professionali: «gli ingegneri pensano in modo molto differente rispetto a chi lavora nel settore finanziario». Sarebbe importante in ogni caso osservare dall’esterno la propria cultura, con una buona porzione di curiosità, apertura mentale e riflessione su se stessi: solo così si possono incontrare le altre culture con rispetto e capire a quali rischi si va incontro. «Per farlo bisogna prendersi il tempo necessario e ascoltare» sottolinea Schmidt. Se alcuni collaboratori dell’azienda provengono da culture diverse, per la dirigenza è essenziale definire chiaramente gli obiettivi aziendali e trasmetterli ai collaboratori. Per la Siemens l’internazionalizzazione è molto importante, senza la quale non sarebbe possibile la crescita economica.

Anche Roland Gruber, amministratore delegato della Prokoss, si trova d’accordo. «Il mercato altoatesino per il nostro prodotto di nicchia è semplicemente troppo piccolo, per questo dobbiamo muoverci sul mercato internazionale. Dopo aver assorbito nel 2008 la storica azienda di scaffalature Mobilrot, la Prokoss lavora con metodicità allo sviluppo del proprio settore di nicchia: il sistema modulare di contenitori che in qualunque momento può essere ampliato o modificato. Prokoss fornisce soprattutto magazzini per negozi di moda di lusso. «Anche noi abbiamo dovuto imparare a trattare con nuove culture, quando abbiamo iniziato a prendere in considerazione il mercato internazionale» afferma Gruber. «In questi casi è importante essere già consapevoli di cosa si troverà e di sintonizzarsi sulle altre modalità lavorative e raccogliere esperienze. Lavorare con l’estero non aiuta solo l’economia dell’azienda, ma permette anche di trasferire nuove conoscenze all’interno dell’azienda di origine». Anche la Prokoss impiega lavoratori stranieri, soprattutto per le loro competenze linguistiche e culturali. «Io vedo i collaboratori come una squadra, e io sono il loro allenatore che deve dare loro una direzione. È molto importante puntare tutti insieme allo stesso obiettivo» conclude Gruber.

Il prossimo blocco della serie di eventi “L’impresa che cambia” sul tema “Trends” inizia a febbraio 2012.


 

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